Tratto dal romanzo di Vassilij Grossman, a lungo proibito nella Madre Russia, “Vita e destino” sarà allestito sul palcoscenico del Piccolo Teatro Grassi di Milano fino a domani, 25 ottobre 2011.

Lev Dodin, regista e direttore del Malij Teatr di San Pietroburgo, narra la tragica vicenda della famiglia di uno scienziato ebreo, che osò declamare le chiare equivalenze tra comunismo e nazionalsocialismo.

Tra una condanna a Stalin e una vivida descrizione della vita nei campi di concentramento, i numerosi protagonisti vengono mostrati come veri e propri “animali”, senza diritto alcuno.

Terrorizzati dalla  loro ingiusta condanna e sopraffatti dalla violenza, che anche la battaglia di Stalingrado comporta, divengono via via anime, che lievitano con “tensione inestirpabile verso la libertà”.

Contro lo Stato, infatti, non ci si può che sbriciolare, come piccoli granelli. E questo, il regista, lo racconta firmando uno spettacolo non sempre entusiasmante, purtroppo, per le soluzioni visive che propone.

Nonostante, infatti, gli attori diano una notevole prova attorale, che fa da spia ad uno studio estenuante,  Dodin lascia che il flusso narrativo divenga, a tratti, un po’ monotono. Mentre, invece, rende struggente il finale, che evoca, in tutta la sua potenza, il dramma dello sterminio.


Adattamento e Regia Lev Dodin, Scene Alekseij Poraij-Koshits, Con Tatiana Shestakova, Sergeij Kuryshev, Elena Solomonova, Daria Rumyantseva, Elizaveta Boyarskaya, Vladimir Seleznev, Alekseij Zubarev.

 

Piccolo Teatro Grassi di Milano, fino al 25 ottobre 2011. Tel. 848.800.304

Valentina Giordano
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