Originale e interessante testo quello proposto da Sibilla Barbieri al Teatro di Documenti lo scorso marzo: La donna guerriera.

 

In effetti è un rovesciamento decostruzionista della storia in un mondo dove a fare la guerra sono le donne e non gli uomini. Una provocazione che vuole essere una denuncia della guerra nella speranza che questa diventi un tabù a ogni latitudine, in un periodo di angoscia in cui una nuova guerra mondiale a pezzi, come ha affermato il Pontefice, si sta facendo strada. Il clima e le scenografie rimandano a un’atmosfera da tragedia greca con quattro attrici di grande presenza scenica: la stessa Sibilla Barbieri, Marta Iacopini, Silvia Mazzotta e Ivana Pantaleo (anche regista).

Il clima da vigilia della battaglia, da crinale apocalittico, da cambiamento di un’era è ben rimandato nello spazio scenico del Teatro di Documenti, vero gioiello della mappa teatrale romana. Lo spettacolo dovrebbe essere riproposto a breve. 

Piergiorgio Mori
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