Siamo sicuri di conoscere i gatti? Li appelliamo con nomignoli buffi, li accarezziamo se ci fanno la fusa ma, in realtà, dietro ai loro occhi profondi e al loro atteggiamento frugale, si nasconde qualcosa d’altro, un mondo, una personalità che, all’uomo, padrone non sempre attento, sfugge. Questo misterioso universo felino ci viene svelato grazie a ad un intraprendente gruppo di gatti di strada, i Jellicle Cats, che si prendono la briga di spiegare, alla loro controparte umana, chi sono veramente, e quali sono i meccanismi che regolano il loro mondo.

Si potrebbe riassumere così, in poche parole, la tematica che sta alla base di “Cats” , il celebre musical composto da Andrew Lloyd Webber, tratto dalla raccolta di poesie “Old Possum’s Book of Practical Cats”  di T. S. Elliot, che andò in scena per la prima volta l’11 maggio del 1981 al New London Theater, nel West End di Londra, con la regia di Trevor Nunn, che scrisse anche “Memory”, la canzone più celebre del musical.

Lo spettacolo, che chiuse i battenti l’11 maggio del 2002,  per poi riorganizzarsi in un tour mondiale nel 2008, viene riproposto nella versione italiana dalla Compagnia della Rancia, che ha debuttato al Sistina di Roma il 28 ottobre 2009, ed ora va in scena all’ Allianz Teatro di Assago di Milano, dal 27 di gennaio al 14 febbraio 2010, con la regia di Saverio Marconi e le coreografie e la regia associata di Daniel Ezralow.

La produzione è imponente: 25 personaggi che si alternano funanbolicamente in scena: l’anziano capo Jellicol Deuteronomio, la star decaduta Grisabella, il mirabolante Mr. Mystofeles, il famigerato Macavity e così via.

Le luci, la scenografia, le coreografie hanno dell’incredibile, il pubblico si diverte e si lascia affascinare. Le musiche sono eseguite in maniera ragguardevole dall’orchestra, che accompagna l’intera rappresentazione dall’inizio alla fine, miscelando tutti gli ingredienti di questa ricetta che funziona e convince.

Ma chi ha avuto la fortuna di assistere, precedentemente, allo spettacolo originale, si è accorto che la traduzione in lingua italiana, a cura di Michele Renzullo (a cui comunque vanno fatti i complimenti, per ragioni di metrica e fonetica), risulta musicalmente meno incisiva rispetto all’originale.


Di A.L. Webber ; Da T.S. Eliot; Regia di Saverio Marconi ; Coreografia e Regia associata di Daniel Ezralow; Orchestra diretta da Vincenzo Latorre; costumi Enrico Coveri; Scene Gabriele Moreschi; Luci Valerio Tiberi; Make-up design Zaira De Vincentis; Traduzione Michele Renzullo; Liriche italiane Franco Travaglio;Con Azzurra Adinolfi, Federica Baldi, Gianluca Ciatti, Roberto Colombo, Simone De Rose, Tiziano Edini, Stefania Fratepietro, Silvana Isolani, Alessandro Lanzillotti, Roberta Miolla, Fabio Monti, Alessandro Neri, Massimiliano Pironti, Maria Silvia Roli, Andrea Rossi, Laura Safina, Loredana Sartori, Chiara Vecchi, Andrea Verzicco, Giuseppe Verzicco, Chiara Vinci e quella Giulia Ottonello

 

Allianz Teatro Via G. di Vittorio, 6, 20090 Assago, Milano (Mi) – Tel. 199.12.88.00. Dal 27 gennaio al 14 febbraio 2010.

Valentina Giordano
Latest posts by Valentina Giordano (see all)